8 dicembre 2018

Un bagno caldo diminuisce i livelli zucchero nel sangue

DIABETOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 20/11/2018

Attività valida per i sedentari; un’ora in acqua calda funziona anche come esercizio

Un bagno caldo rilassante riduce i livelli di zucchero nel sangue.

Stare dentro l’acqua per un’ora fa anche scattare il rilascio di una sostanza chimica che combatte l’infiammazione, allo stesso modo dell’esercizio. Un vantaggio quindi soprattutto per chi è sedentario.

o rileva una ricerca della Loughborough University, pubblicata sul Journal of Applied Physiology. Gli studiosi hanno analizzato dieci uomini che non facevano attività fisica, in sovrappeso, fatti rilassare in un bagno a 39 gradi o tenuti a riposare per un’ora in una stanza a 27 gradi. Campioni di sangue sono stati prelevati prima, subito dopo e dopo due ore per testare i livelli di glucosio e insulina, nonché per cercare gli indicatori di infiammazione. Sono state rilevate anche la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e la temperatura corporea ogni 15 minuti durante il bagno.

Coloro che si erano immersi in acqua calda sono stati poi invitati a far propria questa abitudine a casa per almeno altre dieci volte prima di sottoporsi a ulteriori esami.

Dall’analisi dei dati è emerso che già una singola immersione in acqua calda provoca il rilascio di ossido nitrico, che rilassa i vasi sanguigni e quindi riduce la pressione, e l’aumento della concentrazione nel sangue della sostanza Il-6, che attiva sostanze anti-infiammatorie per combattere livelli di infiammazione non salutari.

Dopo i bagni quotidiani a casa, anche i livelli di zucchero nel sangue e di insulina erano più bassi a digiuno e a riposo. I partecipanti, tuttavia, hanno riferito di non trovare confortevole l’immersione in acqua, cosa che potrebbe essere dovuta all’elevata temperatura o al tempo di un’ora richiesto: i ricercatori riconoscono che queste condizioni possono rendere difficile il trattamento.

uttavia, i risultati positivi suggeriscono che un bagno caldo può “migliorare gli aspetti del profilo infiammatorio e il metabolismo del glucosio negli uomini sedentari e sovrappeso”.

 

fonte: Journal of Applied Physiology

Ti piace questo post?

Altre storie

Cuore a rischio per due persone su tre con diabete tipo 2.

Ma solo uno su quattro si considera a rischio malattie cardiovascolari Tra le persone che soffrono di diabete di tipo 2, due su 3 hanno un qualche fattore di rischio cardiovascolare, come pressione alta, glicemia non controllata, colesterolo alto, o precedenti eventi cardiovascolari come angina, infarto, ictus e insufficienza cardiaca. E’...

Diabete tipo 2 – individuati nuovi geni malfunzionanti.

Ora possibili cure e prevenzione più efficace Il diabete di tipo 2, di cui soffrono più di mezzo miliardo di persone nel mondo, insorge quando le beta cellule pancreatiche non riescono a produrre abbastanza insulina per mantenere normali i livelli di glucosio nel sangue.    Ora uno studio nato dalla collaborazione...

I danni causati dalla pressione alta a 35 anni emergono da anziani

CARDIOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 26/08/2019 Controllarla da giovani protegge una volta arrivati a 70 anni Non è mai troppo presto per iniziare a tenere sotto controllo la pressione del sangue. I danni che l’ipertensione provoca nel “periodo critico” tra i 30 e i 40 anni, ovvero in una fase della vita...

Categorie

Newsletter

Iscriviti alla newsletter.

Privacy: Acconsento al trattamento dei dati personali