18 marzo 2019

DIABETE : così le differenze regionali tra costi e prestazioni.

DIABETOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 05/03/2019

Per i farmaci antidiabete si conferma in Italia una grande variabilità tra le Regioni nelle modalità con cui i prodotti vengono prescritti e dispensati

Troppe differenze fra Regioni nella regolamentazione dell’ accesso a presìdi e farmaci per il diabete, particolarmente spiccate per i medicinali appartenenti alle classi più innovative. 

E’ quanto emerge da un’ indagine della Società italiana di diabetologia (Sid), illustrata oggi alla conferenza stampa di presentazione del congresso ‘Panorama Diabete’ che si terrà a Riccione dall’ 8 al 13 marzo. “Questo lavoro – afferma Francesco Purrello, presidente della Sid – nasce dalla considerazione che, come noto da tempo, esiste in Italia una notevole variabilità interregionale nella gestione della malattia diabetica. Fino a oggi, tuttavia, tali informazioni non erano state raccolte, analizzate e misurate in modo sistematico cosa che invece viene fatta nella nostra indagine. Il documento non intende proporre classifiche di merito tra regioni più o meno virtuose, ma fornire spunti di riflessione in un’ ottica pienamente propositiva”.

Per quanto riguarda i farmaci antidiabete si conferma in Italia una grande variabilità tra le Regioni, e talora all’ interno della stessa, nelle modalità con cui i farmaci vengono prescritti e dispensati. Tale variabilità esiste relativamente a tutti i farmaci per il diabete, ma è particolarmente spiccata per quelli più innovativi (quali inibitori di Dpp-IV, agonisti recettoriali del Glp-1, inibitori di Sglt2 o nuovi analoghi dell’ insulina, molecole soggette a piano terapeutico secondo normativa Aifa).

Ancora, non tutti i farmaci sono rimborsati in tutte le Regioni. Alcune, nel tentativo di contenere la spesa, adottano misure che impattano sulle modalità di prescrizione e dispensazione dei farmaci per il diabete. In particolare, Emilia Romagna e Veneto hanno promulgato delibere di indirizzo volte a porre limitazioni quantitative all’ uso dei farmaci innovativi in aggiunta ai criteri clinici di restrizione della rimborsabilità già definiti da Aifa.

 

 

Per quanto riguarda i presidi sanitari, l’ indagine evidenzia una significativa differenza territoriale nella rimborsabilità, nelle modalità di accesso e di distribuzione e nel costo dei dispositivi per il controllo della malattia diabetica (reflettometri, strisce reattive, pungidito, aghi da penna di insulina).

Ad esempio, per pazienti con diabete di tipo 1, il limite massimo di strisce erogabili a totale carico della regione va da 25 strisce/mese in Sicilia a 250 strisce/mese in Abruzzo, Molise e Toscana.

Per pazienti con diabete di tipo 2 in terapia con insulina basale, il limite massimo di strisce erogabili a totale carico della regione va da 25 strisce/mese nelle regioni Marche, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Veneto e Trentino Alto Adige a 90 strisce/mese in Liguria. Ulteriori e maggiori difformità esistono, tra le regioni, sulla rimborsabilità di tecnologie avanzate nella gravidanza in donna diabetica o nel diabete gestazionale.

Costi che possono variare anche del 600% per i dispositivi per la cura del diabete, dagli aghi per le penne da insulina ai pungi-dito, nelle varie Regioni italiane: sono presenti differenze anche del 607% per il costo delle lancette pungi-dito tra Piemonte e Liguria e del 412,5% nel costo degli aghi tra Liguria e Lazio. 

Il costo delle strisce reattive (voce più costosa di questo settore) varia dal più basso di 0,20 euro/striscia in Emilia-Romagna, Liguria e Piemonte al più alto di 0,59 euro/striscia nel Lazio e 0,51 in Campania. Per quanto riguarda il costo delle lancette pungi-dito: il più basso è di 0,028 euro/lancetta in Liguria e poco più in Abruzzo, Emilia, Friuli, Toscana. Il più alto è di 0,170 euro/lancetta in Piemonte. Il prezzo degli aghi invece va dal più basso di 0,40 in Liguria, 0,75 in Abruzzo e Toscana fino al più alto di 0,165 nel Lazio e 0,156 in Piemonte. I costi di tali presidi, gratuiti per i pazienti, sono a carico delle Regioni e decisi attraverso gare regionali.

Altra criticità segnalata dalla Sid è l’accesso troppo ristretto in alcune regioni ai farmaci innovativi: due Regioni in particolare (Emilia Romagna e Veneto) hanno adottato “delibere di indirizzo volte a porre limitazioni quantitative all’uso dei farmaci innovativi in aggiunta ai criteri clinici di restrizione della rimborsabilità già definiti dall’Agenzia del farmaco”. Il risultato è che in Veneto, ad esempio, meno del 5% dei pazienti ha accesso a categorie di farmaci innovativi come gli inibitori SGLT-2 e gli agonisti GLP-1 e meno del 20% è invece in trattamento con gli innovativi inibitori DPP-4.

“Il miglior compromesso – spiega Agostino Consoli, presidente eletto della Sid – deve essere ricercato tra l’ ottenimento delle forniture al prezzo più basso possibile e la necessità di dotare le persone con diabete di presidi della massima affidabilità, mantenendo al tempo stesso il diritto alla scelta degli strumenti più adeguati per la singola persona.

 

 

 

Una strada per ottenere questo, già percorsa da diverse regioni, potrebbe essere quella di gare d’ appalto della tipologia ‘accordo-quadro’ con un prezzo d’ asta massimo stabilito dall’ ente appaltante e la possibilità di aggiudicatari multipli”. “Tra i fattori che impattano fortemente sull’ aderenza terapeutica – riflette Giorgio Sesti, presidente della Fondazione Diabete ricerca – hanno un ruolo importante la semplificazione dell’ accesso alle prescrizioni dei farmaci e dei presidi, la frequenza di visite da parte dello specialista e la possibilità di cura da parte del team diabetologico. Pertanto il tema delle differenze regionali nell’ accesso a farmaci, presidi e servizi per il diabete ha un grande rilievo in termini di salute pubblica e di costi sanitari diretti e indiretti”.

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