11 luglio 2019

Allo studio le prime linee guida su diabete autoimmune latente.

DIABETOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 09/07/2019

E’ una lenta evoluzione verso l’ insulino-dipendenza, che colpisce tra il 5-12 per cento dei pazienti inizialmente diagnosticati come diabetici di tipo 2

 Una patologia complessa e articolata, molto eterogenea e quindi difficile da riconoscere, troppo spesso non curata adeguatamente con conseguenze significative per il paziente e per la sua qualita’ di vita. E’ il Lada (Latent Autoimmune Diabetes in Adults), una forma di diabete autoimmune dell’ adulto a lenta evoluzione verso l’ insulino-dipendenza, che colpisce tra il 5-12 per cento dei pazienti inizialmente diagnosticati come diabetici di tipo 2. Questa condizione e’ piu’ eterogenea rispetto al diabete autoimmune giovanile e condivide caratteristiche cliniche e metaboliche sia con il diabete di tipo 2 sia con quello di tipo 1.

I pazienti affetti da Lada ricevono quindi spesso un’ errata diagnosi di diabete di tipo 2 e vengono indirizzati a un percorso terapeutico non corretto che include una dieta alimentare specifica, attivita’ fisica e un trattamento con ipoglicemizzanti orali, che pero’ nel lungo periodo non risultano efficaci. Al contrario, nell’ arco di 2-6 anni il controllo metabolico del diabete risulta non ottimale portando ad un deterioramento della funzione beta-cellulare e alla necessita’ di introdurre la terapia insulinica.   “Gli aspetti epidemiologici, genetici e fisiopatologici di questo tipo di diabete non sono completamente chiariti: il problema principale del Lada e’ rappresentato dall’ assenza di un algoritmo diagnostico terapeutico standardizzato e dalla mancanza di linee guida specifiche che ne definiscano il management ed il gold standard terapeutico”, commenta Paolo Pozzilli, professore ordinario di Endocrinologia e Diabetologia presso l’ Universita’ Campus Bio-Medico di Roma.

“Un approccio personalizzato alla terapia e’ necessario per ottenere un controllo metabolico ottimale e ridurre il rischio di complicanze del diabete a lungo termine”, aggiunge. E’ seguendo questa direzione che e’ stato discusso il primo documento di consenso per il trattamento del diabete autoimmune latente negli adulti in un incontro realizzato con i massimi esperti di quest’ area terapeutica, grazie alla collaborazione e al supporto incondizionato di AstraZeneca Italia che ha deciso di sostenere il lavoro degli specialisti al di la’ del proprio ambito di ricerca e cura di riferimento. “E’ un segnale importante – prosegue Pozzilli – che speriamo ci consenta di poter rispondere presto alle necessità di cura dei pazienti affetti da Lada”.

L’ Universita’ Campus Bio-Medico di Roma ha infatti ospitato 7 tra i maggiori esperti mondiali sulla diagnosi e terapia del Lada che hanno lavorato alla stesura delle prime linee guida internazionali per il trattamento di questa patologia. L’ obiettivo è quello di fornire un miglioramento delle attuali conoscenze sul Lada, focalizzandone le reali lacune nella diagnosi e nella gestione e approfondendo i nuovi approcci terapeutici e le prospettive future per un trattamento sempre piu’ personalizzato che tenga conto del fenotipo della malattia, delle condizioni del paziente e del rischio cardiovascolare.

 

Ti piace questo post?

Altre storie

Diabete, una colazione più energetica fa perdere peso.

Endocrinologia | Redazione DottNet | 19/03/2018 Studio tra pazienti obesi, in tre mesi persi 5 chili Per obesi e pazienti con diabete di tipo 2 una colazione molto energetica fa perdere peso, migliora il diabete e fa diminuire la necessità di insulina. E’ quanto emerge dallo studio presentato a Chicago,...

Una camminata veloce previene i ricoveri per i malati di cuore

CARDIOLOGIA | 23/04/2018 Presentato uno studio italiano al Congresso della società europea di cardiologia Camminare veloce fa bene a chi soffre di malattie cardiovascolari. Infatti chi lo fa ricorre meno all’aiuto dell’ospedale. E’ quanto emerge da una ricerca italiana presentata a Europrevent 2018, il congresso della Società europea di Cardiologia...

Le statine riducono la mortalità in anziani con Diabete 2.

DIABETOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 05/09/2018 Nessun beneficio invece per gli over 75 sani Le statine non aiutano a ridurre il rischio di malattie cardiache nelle persone sane sopra i 75 anni, mentre sono efficaci per gli anziani con diabete di tipo 2. Lo afferma uno studio spagnolo pubblicato dal British...

Categorie

Newsletter

Iscriviti alla newsletter.

Privacy: Acconsento al trattamento dei dati personali