15 maggio 2020

Pazienti col diabete 1 sono migliorati durante il lockdown.

DIABETOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 14/05/2020

Ricerca dell’Università di Padova: riposo e tecnologie hanno ridotto la glicemia

Nella prima settimana di lockdown completo, i pazienti affetti da diabete tipo 1 (quelli che dipendono dalle iniezioni di insulina) hanno visto migliorare il loro andamento glicemico grazie al riposo e alla tecnologia.

Lo dice uno studio coordinato da Gian Paolo Fadini dell’Università di Padova e dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (Vimm) sui livelli glicemici di 33 pazienti con diabete tipo 1 che usavano un sensore sottocutaneo collegato alla clinica diabetologica tramite il cloud, un sistema che permette al diabetologo di monitorare in real-time l’andamento glicemico e di fornire ai pazienti consigli su come ottimizzare la terapia. Lo studio, pubblicato su “Diabetes Therapy”, dimostra che nonostante la limitata possibilità di fare esercizio fisico e lo stress psicologico, i profili glicemici dei pazienti che sono rimasti a casa è migliorato significativamente.

“Riteniamo che rallentare i ritmi della vita quotidiana per un breve periodo possa sortire degli effetti favorevoli sulla gestione del diabete tipo 1 – commenta il professor Angelo Avogaro, direttore Diabetologia – .

Avere più tempo da dedicare al controllo delle glicemie ed alla scelta del regime alimentare, senza le incombenze lavorative, pare aver migliorato l’andamento del diabete”. L’evidenza riguarda anche i pazienti che hanno continuato a lavorare: oltre al sensore glicemico, molti dipendenti dell’Azienda ospedaliera con diabete tipo 1 hanno usato la pompa di insulina nota come microinfusore.

“Pur in un periodo cupo come quello del lockdown, questa nuova ricerca getta una luce inattesa sui benefici della gestione tecnologica del diabete tipo 1 – conclude Avogaro – Sensori glicemici, connessione via cloud e pompe di insulina, unitamente all’educazione adeguata all’autogestione della terapia, sono la chiave per garantire ai pazienti il miglior controllo glicemico”.

 

fonte: Diabetes Therapy

Ti piace questo post?

Altre storie

I danni causati dalla pressione alta a 35 anni emergono da anziani

CARDIOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 26/08/2019 Controllarla da giovani protegge una volta arrivati a 70 anni Non è mai troppo presto per iniziare a tenere sotto controllo la pressione del sangue. I danni che l’ipertensione provoca nel “periodo critico” tra i 30 e i 40 anni, ovvero in una fase della vita...

USA – L’industria sapeva dei danni provocati dallo zucchero

Cardiologia | Redazione DottNet | 22/11/2017 Fino dagli Anni ’60. Nuove prove sulle ricerche insabbiate Non solo l’industria dello zucchero Usa aveva pagato negli anni ’60 alcuni ricercatori per sminuire gli studi già fatti che dimostravano i danni da questa sostanza, ma aveva anche commissionato e poi insabbiato una ricerca che...

Retinopatia diabetica, ne soffre una persona con diabete su tre: importanti gli screening

DIABETOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 17/10/2022 AMD e SID lanciano #DIAmociUnOcchio, la campagna sulla retinopatia diabetica che intende aumentare la consapevolezza della malattia e favorire la diagnosi precoce Sono oltre 1 milione le persone con diabete che soffrono di retinopatia diabetica, la principale complicanza oculare del diabete e prima causa di cecità tra i soggetti in età...

Categorie

Newsletter

Iscriviti alla newsletter.

Privacy: Acconsento al trattamento dei dati personali