17 giugno 2020

Sviluppato un algoritmo che personalizza il controllo della glicemia

DIABETOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 12/06/2020

La scoperta aiuta il medico nella scelta dei dispositivi di monitoraggio

Sviluppato da italiani il prototipo di un algoritmo per personalizzare la gestione del diabete nel singolo paziente, specie nei diabetici con difficile controllo glicemico (delle concentrazioni di zucchero nel sangue) o alto rischio di ipoglicemie, ad esempio i giovani pazienti con diabete tipo 1. 

Sviluppato dal gruppo di Katherine Esposito, Ordinario di Endocrinologia e Direttore della U.P. di Diabetologia dell’A.O.U. “Luigi Vanvitelli” di Napoli, l’algoritmo è disponibile sulla rivista Diabetes Research and Clinical Practice.

L’algoritmo guida il medico nella scelta del dispositivo più adatto per il controllo glicemico continuotra tutti quelli disponibili e rimborsabili dal Ssn – da destinare anche a pazienti in terapia insulinica che necessitino di ottimizzare il “compenso glicemico” (controllo a lungo termine della glicemia), soprattutto in caso di ipoglicemie e di elevata variabilità glicemica.

Dunque, potrà rendere più rapida e selettiva la scelta del dispositivo a seconda delle esigenze di ciascun paziente, migliorandone da subito salute e qualità di vita.   

 Esistono diversi dispositivi che consentono alle persone con diabete di avere sempre a portata di mano le loro glicemie, di condividerle con il proprio diabetologo e soprattutto di disporre di allarmi che li avvisano in caso di pericolose variazioni della glicemia, spiega la Esposito che è anche membro della Società Italiana di Diabetologia. Questi dispositivi di monitoraggio continuo del glucosio (lo zucchero) nel sangue non sono tutti uguali e non vanno tutti ugualmente bene per i pazienti.

La peculiarità dell’algoritmo proposto – afferma in conclusione – consiste nel guidare la scelta del clinico che di volta in volta si applica al singolo paziente e che ha come prerequisito un’accurata identificazione del suo andamento glicemico (comprensivo di ipoglicemie e iperglicemie), l’applicazione delle conoscenze e delle evidenze scientifiche al buon senso, nonché alla realtà e alle necessità di ciascun individuo”.

“Il monitoraggio domiciliare della glicemia sta assumendo sempre più importanza nella gestione della malattia diabetica – commenta Francesco Purrello, dell’Università degli Studi di Catania e Presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID). Anche in questa fase di emergenza COVID-19, nella quale gli accessi di presenza ai centri di Diabetologia sono stati fortemente ridotti, poter fornire a distanza i valori del controllo glicemico ha consentito a pazienti e diabetologi di poter mantenere sotto controllo la situazione metabolica.

Ma, continua Purrello, come giustamente sottolineato in questo studio, non tutti i dispositivi vanno bene per tutti. La scelta del dispositivo adatto a ciascun paziente è un atto medico, e deve restare competenza del medico prescrivere quello più idoneo a ciascun paziente”.

 

Ti piace questo post?

Altre storie

Paradontite : batteri diversi proliferano nella bocca dei diabetici

DIABETOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 26/02/2019 Potrebbero concentrarsi specie più aggressive per le gengive Nella bocca (a livello gengivale) dei diabetici che soffrono di parodontite si accumulano ‘famiglie batteriche’ diverse che potrebbero essere direttamente responsabili della maggiore gravità della malattia parodontale riscontrabile spesso nei pazienti diabetici.  È quanto evidenziato da uno studio...

ertificato medico sportivo: meglio dal medico di famiglia

MEDICINA GENERALE | REDAZIONE DOTTNET | 15/09/2022 Inchiesta di Altroconsumo: in teoria, per palestre e altre attività amatoriali del genere, non nell’ambito di gare o federazioni sportive, il certificato non è obbligatorio, ma le palestre hanno facoltà di richiederlo e molte lo fanno, soprattutto per ragioni assicurative Ogni anno, a...

I livelli della proteina follistatina nel sangue anticipano il diabete di tipo 2

  DIABETOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 12/11/2021 Anche 19 anni prima. La proteina è nota per la sua capacità di frammentare il tessuto adiposo causandone un accumulo nel fegato e in tal modo favorendo la comparsa del diabete I livelli della proteina follistatina nel sangue potrebbero consentire di predire l’insorgenza del diabete...

Categorie

Newsletter

Iscriviti alla newsletter.

Privacy: Acconsento al trattamento dei dati personali