19 novembre 2020

Poco moto in più e 2-3 kg in meno dimezzano il rischio diabete

DIABETOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 17/11/2020

Pubblicato sulla rivista Jama Internal Medicine, si tratta dell’importante risultato raggiunto dal più ampio studio eseguito al mondo negli ultimi 30 anni sulla prevenzione del diabete

Uno studio senza precedenti mostra che per persone ad alto rischio di diabete è sufficiente perdere 2-3 chili (e mantenere il peso raggiunto per almeno due anni) e incrementare un poco l’attività fisica per dimezzare il rischio di ammalarsi.

Reso noto sulla rivista Jama Internal Medicine, si tratta dell’importante risultato raggiunto dal più ampio studio eseguito al mondo negli ultimi 30 anni sulla prevenzione del diabete.  

Condotto tra Norfolk e Norwich University Hospital e University of East Anglia, lo studio è rilevante perché mostra la possibilità di prevenire il diabete con piccoli cambiamenti nello stile di vita, che sono davvero alla portata di tutti. 

Gli esperti hanno seguito per un tempo medio di otto anni oltre 1000 persone ad alto rischio di ammalarsi di diabete, perché già con glicemia a digiuno alta (valori compresi tra 100 e 126 mg/dl di sangue), una condizione denominata ‘prediabete’, che aumenta di circa il 50% il rischio di ammalarsi di diabete vero e proprio nel giro di soli 5 anni, spiega all’ANSA Francesco Purrello, presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID).

Una parte dei partecipanti ha perso 2-3 chili e aumentato di poco i livelli di attività fisica, mantenendo i risultati raggiunti per almeno due anni. Rispetto al gruppo di controllo che ha continuato a condurre la vita di sempre, i partecipanti che sono riusciti a dimagrire un poco e a muoversi di più presentavano un rischio praticamente dimezzato (-47%) di ammalarsi di diabete. In altri termini, una ogni 11 persone ad alto rischio che adottino questi modesti cambiamenti negli stili di vita, non si ammala, che è tantissimo.

“Finora non c’era la sicurezza della reale efficacia di un programma di prevenzione del diabete di tipo 2 basato sugli stili di vita – spiega uno dei coordinatori del trial clinico, Mike Sampson – nella popolazione con prediabete.

Abbiamo mostrato un effetto significativo di questo intervento e siamo molto ottimisti del fatto che perdere poco peso e incrementare l’attività fisica nella vita reale sortisca profondi effetti sul rischio di ammalarsi di diabete”. Per quanti hanno una diagnosi di prediabete, questo approccio offre un modo concreto per dare una differente direzione alla propria vita allontanandosi dalla traiettoria del diabete, verso una vita futura più sana, conclude un altro autore, Colin Greaves della University of Birmingham. 

“Questo studio – commenta Purrello, ordinario dell’Università di Catania – ha il pregio di evidenziare che è possibile prevenire il diabete nei soggetti ad elevato rischio di malattia (pre-diabete) con lievi ma durature modifiche nel proprio stile di vita.

Non è indispensabile perdere decine di chili o iniziare strenui programmi di intensa attività fisica – sottolinea il presidente SID. Una lieve ma costante perdita di peso, piccole ma giornaliere variazioni in abitudini comportamentali (fare le scale a piedi, posteggiare lontano dalla propria destinazione finale, interrompere la sedentarietà anche a casa ogni uno-due ore) aiutano a prevenire la malattia.

Tale informazione è molto utile per i milioni di italiani in questa condizione, caratterizzata da glicemia al mattino, sopra 100 mg/dl, sovrappeso, familiarità per il diabete, tendenza alla sedentarietà”, conclude.

fonte: Jama Internal Medicine, ansa

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