12 dicembre 2020

Sanità, le spese legali e le cause perse costano 567mila euro al giorno

PROFESSIONE | REDAZIONE DOTTNET | 25/11/2020

Studio Demoskopika, in Toscana e nel Sud le situazioni peggiori

Le cause perse e le spese legali delle aziende sanitarie e ospedaliere italiane costano più di 567mila euro ogni giorno. Ammonta infatti a 166,3 milioni di euro nel 2020 il totale di questi costi per le sentenze esecutive dei Sistemi sanitari regionali, con un esborso medio per le circa 200 strutture pubbliche di più di 831.398 euro. La situazione è peggiore al Sud, ma è una Regione del Centro in testa alla classifica: la Toscana.   A dirlo è la ricerca “Spese legali nella sanità” del Gruppo italiano per le ricerche di opinione e di mercato Demoskopika, che ha elaborato dati di Siope (il sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici) che sono stati rilevati tra il primo gennaio e il 19 novembre 2020.

La litigiosità sanitaria pesa circa 3 euro su ciascun cittadino.Le strutture sanitarie del Mezzogiorno concentrano il 56,2% delle spese legali complessive liquidate, per un totale di 93,5 milioni di euro, seguite da quelle del Centro con 47,3 milioni di euro (28,4%) e del Nord con una spesa generata pari a 25,5 milioni di euro (15,3%).  Secondo i ricercatori di Demoskopika sono tre le Regioni con le aziende sanitarie e ospedaliere definibili “pasticcione”: Toscana, Sicilia e Calabria hanno generato spese legali per 72,2 milioni di euro, pari al 43,4% del dato complessivo italiano.  Sul versante opposto, i sistemi sanitari più “pignoli” sono quelli di Liguria, Piemonte e Trentino-Alto Adige con un esborso di appena 2,9 milioni di euro, pari all’1,7% dell’ammontare totale.

È la Toscana a guidare la graduatoria dei sistemi sanitari pubblici più “avvezzi” a contenziosi e sentenze sfavorevoli, con una spesa pro-capite di 7,54 euro, determinando un esborso, in valore assoluto, pari a 28,1 milioni di euro. Al secondo posto la Sicilia con una spesa di 6,57 euro per abitante (32,6 milioni di euro), al terzo la Calabria con 5,97 euro di spesa legale pro-capite (11,5 milioni di euro). A ultimare il raggruppamento dei sistemi sanitari “pasticcioni”, infine, Puglia e Abruzzo con un esborso per liti, da contenzioso e da sentenze sfavorevoli, rispettivamente pari a 4,54 euro per abitante (18,2 milioni di euro) e a 4,05 euro per abitante (5,3 milioni di euro).  Sono nove i sistemi sanitari locali delle realtà definite “equilibriste”, che hanno sostenuto pagamenti da contenzioso in una dimensione “meno onerosa”.

Cinque realtà sanitarie su 9 hanno esborsi superiori alla media, quantificabile in un esborso pro-capite pari a 2,76 euro. In particolare, la Basilicata (con una spesa di 3,38 euro per abitante e un esborso, in valore assoluto, di 1,9 milioni di euro), la Sardegna (3,27 euro per abitante e 5,3 milioni di euro), la Campania (3,13 euro per abitante e 18,1 milioni di euro), il Lazio (2,86 euro per abitante e 16,8 milioni di euro), il Friuli-Venezia Giulia (2,85 euro per abitante e 3,4 milioni di euro). A completare il gruppo delle regioni “equilibriste” il Molise (con una spesa di 2,02 euro pro-capite con un esborso, in valore assoluto, di 612mila euro). Sul podio delle più “attente” Trentino-Alto Adige, Piemonte e Liguria, con una spesa legale per ciascun abitante rispettivamente di 0,25 centesimi di euro (265 mila euro milioni di euro in valore assoluto), 0,42 centesimi di euro (1,8 milioni di euro) e 0,52 centesimi di euro (804 mila euro).

In ordine crescente rispetto all’esborso da contenzioso per cittadino, l’Umbria con una spesa di 0,67 euro per abitante (590 mila euro), la Lombardia con una spesa di 0,83 euro per abitante (8,4 milioni di euro), l’Emilia-Romagna con una spesa pro-capite di 0,87 euro (3,9 milioni di euro). A seguire, le Marche con una spesa pro-capite di 1,22 euro (1,9 milioni di euro), il Veneto con 1,35 euro pro capite (6,6 milioni di euro), e la Valle d’Aosta con 1,36 euro pro capite (170 mila euro).

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