18 novembre 2019

Aumentano i casi di diabete ma i centri rischiano la chiusura

DIABETOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 17/09/2019

Ad aggravare la situazione anche i pre pensionamenti dei medici. Quattro milioni gli italiani col diabete

La ‘scure’ dei tagli e dei pensionamenti dei camici bianchi sta mettendo in crisi ambulatori e Centri di diabetologia italiani, molti dei quali sono gia’ in uno stato di “sofferenza” mentre vari sono stati costretti a chiudere o ad essere accorpati in altre strutture perdendo la propria specificità.  Le conseguenze si riversano principalmente sul fronte dell’assistenza ai pazienti.  L’allerta arriva dal presidente della Societa’ italiana di diabetologia (Sid), Francesco Purello ), in occasione del 55/o Congresso dell’Associazione europea per lo studio del diabete Easd.

La situazione tende ad aggravarsi e la preoccupazione dei diabetologi italiani è alta, a fronte, come confermano le ultime statistiche, di numeri che non accennano a diminuire: attualmente sono infatti circa 4 milioni gli italiani affetti da diabete, ed a questi si aggiungono quasi 10 milioni di persone in condizione di pre-diabete ed un altro milione di soggetti diabetici non ancora diagnosticato.

“A fronte di una patologia già definita da qualche anno, come una vera e propria ‘epidemia’ e con numeri impietosamente in aumento – spiega Purrello all’ANSA – dovrebbe esserci da parte delle istituzioni pubbliche una risposta di potenziamento di Centri e strutture; al contrario, quello a cui stiamo assistendo è un progressivo depauperamento della rete diabetologica. Non si sta mettendo ancora a fuoco – avverte – la gravita’ di questa malattia ed il peso che essa avrà sempre di più anche in termini di costi per il Servizio sanitario nazionale se non si corre ai ripari”.

I tagli sono la prima, concreta minaccia: “Vari Centri ed ambulatori di diabetologia pubblici hanno già chiuso, perchè con l’andata in pensione dei medici di riferimento rimangono praticamente ‘vuoti’, in quanto i medici non vengono sostituiti. La ragione – afferma Purrello – sta sempre nei bilanci economici, ma intanto l’assistenza diminuisce”. E la conseguenza è anche un’altra: restano senza lavoro i giovani endocrinologi specializzati, impossibilitati ad esercitare la propria professione e spesso costretti ad esercitare nell’ambito di altre specialità. Il numero complessivo dei diabetologi, rileva anche il presidente eletto Sid, Agostino Consoli, “tende inoltre a calare in relazione al più generale fenomeno della carenza di medici previsto anche per effetto dei pensionamenti. Dunque meno diabetologi, e nonostante ciò sempre più spesso questi specialisti vengono utilizzati anche per coprire turni di guardia invece di essere dedicati all’assistenza diabetologica”.

Una situazione preoccupante secondo la Sid, che si affianca ad altre due questioni da affrontare “con urgenza”, come “modelli di assistenza ancora frammentati e diparità di accesso ai farmaci innovativi, spesso sottoutilizzati – rileva Consoli – per il problema dei costi”. Eppure assistenza e prevenzione potrebbero salvare molte vite ed evitare complicanze con costi pesanti per il Servizio sanitario: secondo uno studio di giovani ricercatori Sid dell’Universita’ di Padova presentato all’Easd, infatti, uno screening intensivo con un percorso organizzato abbatte del 30% le complicanze cardiovascolari come infarto e ictus e riduce del 57% i ricoveri per scompenso cardiaco tra i pazienti diabetici.

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