15 agosto 2018

Cambiare le terapie è legato a rischio complicanze

DIABETOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 23/07/2018

Il passaggio alle sulfaniluree sembra associato all’aumento di rischio di infarto e di mortalità per tutte le cause.

Per un paziente diabetico sostituire alla ‘metformina’ (il primo farmaco prescritto quando si diagnostica la malattia) o aggiungere ad essa un’altra categoria di farmaci molto prescritta, le ‘sulfaniluree’, potrebbe essere associato a più rischio di complicanze, in particolare il passaggio alle sulfaniluree sembra associato all’aumento di rischio di infarto e di mortalità per tutte le cause.   Lo rivela una ricerca condotta da Samy Suissa della McGill University in Canada e pubblicata sul British Medical Journal.

“Questo studio è di particolare interesse clinico – sottolinea in un’intervista all’ANSA Francesco Purrello, presidente della Società Italiana di Diabetologia e ordinario di Medicina Interna all’Università di Catania. Proiettato sulla realtà italiana porta a delle importanti riflessioni. Le sulfaniluree, infatti, sono nel nostro paese ancora largamente utilizzate (circa il 30% dei pazienti, contro una media europea di circa la metà)”.  L’obiettivo dello studio era verificare se aggiungendo o sostituendo alla metformina (farmaco di prima linea per il diabete) una sulfanilurea sia associato all’aumento di rischio di serie complicanze, rispetto al continuare la terapia con la sola metformina nei pazienti con diabete di tipo 2, la forma più diffusa della malattia.

Le sulfaniluree (o sulfoniluree) sono una famiglia di farmaci per il trattamento del diabete mellito di tipo 2. La loro azione consiste nello stimolare il pancreas a produrre maggiori quantità di insulina, l’ormone che regola lo zucchero nel sangue (glicemia). I ricercatori hanno analizzato i dati del britannico “Clinical Practice Research Datalink” per oltre 77.000 pazienti (di età media 64 anni) con diabete di tipo 2 che hanno iniziato a prendere metformina tra 1998 e 2013. Tra questi i pazienti che hanno cominciato ad assumere anche sulfaniluree o solo sulfaniluree al posto della metformina sono stati messi a confronto con coloro che hanno continuato solo con metformina, andando ad osservare tutte le complicanze intervenute (dai ricoveri per infarto e ictus ai decessi per cause cardiovascolari e non).

È emerso che il rischio di complicanze aumenta con le sulfaniluree, specie per coloro che passano a tali farmaci sospendendo del tutto la metoformina.  Si vede che complessivamente aggiungere alla metformina e/o sostituirla con sulfaniluree si associa a un aumento di rischio infarto (7,8 casi versus 6,2 per 1000 persone l’anno), aumento della mortalità per tutte le cause (27,3 v 21,5), aumento di grave ipoglicemia (5,5 v 0,7), rispetto ai pazienti che continuano a prendere solo metformina.

Si è anche osservata la tendenza a aumento di rischio di ictus ischemico (6,7 v 5,5 per 1000 persone/anno) e mortalità per cause cardiovascolari (9,4 v 8,1) con l’uso di sulfaniluree.

Questi dati hanno rilevanza clinica, ribadisce Purrello. La ragione per cui le sulfaniluree sono molto prescritte nel nostro paese è anche che “i farmaci di nuova generazione, come ad esempio gli ‘inibitori di DPP4’ non possono essere prescritti dai medici di medicina generale (MMG), che oggi in Italia sono “obbligati” a prescrivere sulfaniluree in aggiunta e/o sostituizione alla metformina a tutti i pazienti non gestiti in collaborazione con gli specialisti diabetologi (collaborazione fortemente auspicabile in ogni caso)”.

“Da tempo i diabetologi hanno dato il loro parere positivo all’uso di questi nuovi farmaci da parte del MMG”, sottolinea il presidente SID.   “I dati di questo studio sono fortemente in accordo con gli standard di cura 2018 delle Società Scientifiche italiane SID  – conclude Purrello – che non prevedono l’uso di sulfaniluree come farmaco di prima scelta in associazione a metformina. Occorre che tutti i medici si adeguino a queste raccomandazioni”.

 

fonte: ansa

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