22 gennaio 2021

Diabete, i nuovi farmaci sono efficaci anche con le malattie cardiache

DIABETOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 20/01/2021

Gli antagonisti del cotrasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT2) agiscono a livello del tubulo renale

I nuovi farmaci per la cura del diabete di tipo 2, gli antagonisti del cotrasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT2), agiscono a livello del tubulo renale riducendo il riassorbimento di glucosio e sodio con una conseguente aumentata escrezione di zucchero con le urine.

Già dopo i primi trial clinici è stato verificato che l’efficacia andava oltre il controllo metabolico, verosimilmente grazie ad un effetto diretto a livello cardiovascolare.

E’ quanto emerge da uno studio condotto dai gruppi di lavoro delle università romane Tor Vergata e Cattolica, guidati da Manfredi Tesauro, endocrinologo, professore di Medicina Interna e da Carmine Cardillo, professore di Medicina Interna.

La ricerca ha dimostrato il meccanismo di azione con cui il canaglifozin agisce a livello vascolare su arterie estratte dal tessuto adiposo viscerale di soggetti obesi.   Questa nuova classe di farmaci antidiabetici ha effetti importanti non solo sul controllo metabolico, sul peso corporeo e sulla pressione arteriosa, ma determina anche una significativa riduzione degli eventi cardiovascolari e della relativa mortalità nei soggetti trattati rispetto al placebo.

Da qui il crescente interesse per questa nuova classe di farmaci, che hanno inoltre il vantaggio di poter essere somministrati per via orale e non iniettiva.  “Questa nuova molecola, il canagliflozin, fa parte dei farmaci SGLT2, che permettono di eliminare lo zucchero con le urine, facendo perdere peso e abbassando la pressione arteriosa – sottolinea Tesauro – a questi risultati si sono aggiunti gli effetti a livello cardiovascolare, dimostrati da numerosi studi realizzati su numeri molto elevati di pazienti.

L’efficacia è tale che questa classe di farmaci comincia a suscitare interesse anche per il trattamento di soggetti con patologie cardiovascolari come lo scompenso cardiaco anche in soggetti non affetti da diabete”.  

“I nostri studi sono stati effettuati su tessuto adiposo viscerale – ha spiegato Cardillo – i dati suggeriscono che nei soggetti obesi l’effetto vasoprotettivo dell’inibizione di SGLT2 agisce sui meccanismi che collegano l’espansione del tessuto adiposo viscerale alla malattia vascolare”.

Ti piace questo post?

Altre storie

Piede diabetico : l’italia a l’avanguardia per cure e assistenza

DIABETOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 13/03/2019 Ogni anno sono 7 mila gli italiani che subiscono un’amputazione degli arti inferiori L’ Italia è una delle nazioni al mondo che più ha migliorato gli indicatori di salute e gli esiti del piede diabetico negli ultimi vent’ anni. Negli ultimi 10 anni il numero delle...

Screening dei bambini per il diabete di tipo 1

DIABETOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 03/01/2022 Stanno emergendo prove dei benefici della diagnosi dei bambini con diabete di tipo 1 prima che soffrano di chetoacidosi diabetica L’insulina è stata scoperta nel 1921, trasformando una condanna a morte in una condizione cronica, e 100 anni dopo è ancora l’unico trattamento per il diabete...

Le città italiane in prima linea nella lotta contro il diabete

DIABETOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 24/11/2020 Milano, Roma, Bari, Bologna, Genova, Torino hanno firmato l’Urban Diabetes Declaration, impegnandosi a rispettare cinque principi guida per rispondere al dilagare della malattia nei contesti urbani, in linea con gli obiettivi del progetto internazionale Cities Changing Diabetes I sindaci di Milano, Roma, Bari, Bologna, Genova...

Categorie

Newsletter

Iscriviti alla newsletter.

Privacy: Acconsento al trattamento dei dati personali