6 settembre 2018

La neuropatia diabetica colpisce un malato su tre ma è poco conosciuta.

DIABETOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 03/09/2018

Frontoni: è importante la diagnosi precoce. Allo studio nuovi farmaci

E’ una condizione che interessa oltre una persona diabetica su tre ma che, pur essendo estremamente invalidante, è poco conosciuta da medici e pazienti. 

E’ la neuropatia diabetica, una delle complicanze croniche del diabete che interessa quasi tutti gli organi e apparati: per fare il punto sulla patologia nelle sue svariate forme, si svolge a Roma dal 4 settembre il congresso internazionale Neurodiab 2018, la 28/ma edizione del meeting annuale del Gruppo di Studio Neuropatia Diabetica dell’EASD (Società Europea per lo Studio del Diabete), attualmente presieduto dall’italiana Simona Frontoni, professore di Endocrinologia all’Università Tor Vergata di Roma e presidente della sezione Lazio della Società Italiana di Diabetologia (SID).  

“La neuropatia diabetica – spiega Frontoni – fa parte delle complicanze croniche del diabete. La forma più importante e pericolosa è la neuropatia autonomica cardiovascolare, in quanto è responsabile di un’altissima percentuale di morti nel soggetto diabetico proprio perché colpisce la regolazione del cuore e della pressione arteriosa”.

E’ però possibile diagnosticare precocemente la neuropatia diabetica. Per prima cosa, sottolinea l’esperta, “è importante saperla riconoscere attraverso i suoi sintomi.

Ad esempio, uno dei primi segni e sintomi della neuropatia diabetica è la disfunzione erettile, ma anche sintomi gastro-intestinali possono essere un iniziale segno di neuropatia, così come la presenza di una tachicardia”.

La terapia “migliore – afferma – è lo stretto controllo metabolico del diabete”, mentre per la neuropatia periferica, che interessa i nervi periferici soprattutto degli arti inferiori, ci sono dati interessanti sull’utilizzo di alcuni integratori, quali l’acido alfa-lipoico. 

Le forme dolorose e gravi sono purtroppo molto frequenti. Per questo, conclude Frontoni, “è così importante fare una diagnosi accurata; troppo spesso i disturbi di questi pazienti vengono sottovalutati o considerati aspecifici”. Studi sono anche in corso su nuovi farmaci sperimentali che possano riparare il danno nervoso, ma al momento mancano ancora i dati sull’uomo. 

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