9 giugno 2023

Diabete tipo 2: aumenta l’utilizzo di farmaci innovativi e migliora la qualità delle cure offerte in Italia

DIABETOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 07/06/2023

I risultati degli Annali AMD 2022 pubblicati sulla rivista scientifica internazionale “Diabetes Research and Clinical Practice”

Migliorano la qualità dell’assistenza e gli outcome di salute delle persone con diabete tipo 2 assistite nei centri diabetologici italiani: degli oltre 500mila pazienti monitorati ogni anno attraverso l’iniziativa Annali AMD, l’analisi dell’andamento dei fattori di rischio ha evidenziato che più della metà (54,6%) ha valori di emoglobina glicata a target (Hb1Ac £7%), il 23% ha buoni valori di pressione arteriosa (<130/80 mmHg) e il 34,3% di colesterolo LDL (<70mg/dl).  Bene l’accesso alle cure farmacologiche più innovative: rispetto alla precedente rilevazione Annali AMD, cresce la quota di pazienti in trattamento con SGLT2i dal 9,5% al 29%; dal 5,8% al 27,5% con GLP1-RA. 

È questa la fotografia scattata dagli Annali AMD 2022, l’estrazione periodica realizzata dall’Associazione Medici Diabetologi (AMD) che dal 2006 consente di monitorare l’andamento dell’assistenza erogata alla popolazione con diabete in Italia. Quest’anno la rilevazione ha coinvolto 295 centri di diabetologia – pari ad un terzo del totale nazionale – e complessivamente più di 500mila persone con diabete tipo 2, 37mila con diabete tipo 1 e, per la prima volta, 11mila donne con diabete gestazionale (GDM). 

I risultati sul diabete tipo 2 sono stati oggetto di una pubblicazione su ‘Diabetes Research & Clinical Practice’, rivista scientifica di rilevanza internazionale, che ha sottolineato la validità scientifica e metodologica della misurazione. In generale, si evidenzia un progressivo e continuo miglioramento della qualità delle cure erogate nel nostro paese. Aspetto questo particolarmente rilevante dal momento che gli standard e i parametri di riferimento utilizzati per la misurazione sono diventati molto più stringenti, in accordo con le linee guida internazionali. 

“Di particolare rilevanza il dato sull’accesso ai farmaci innovativi, gli SGLT2i e GLP1-RA, dalla comprovata efficacia in termini di riduzione del rischio cardiovascolare e renale. Si riduce inoltre la prescrizione e l’utilizzo di sulfaniluree e secretagoghi; mentre il farmaco più prescritto resta la metformina (72%)” – dichiara Giuseppina Russo, coordinatrice del Gruppo Annali AMD. “Possiamo quindi affermare che la comunità diabetologica italiana ha intrapreso un percorso sempre più diretto a contrastare l’inerzia terapeutica. I medici prescrivono con maggiore favore i cosiddetti farmaci innovativi che supportano medici e pazienti a ridurre l’impatto delle complicanze cardio-renali nelle persone con diabete non controllato a beneficio della loro salute e qualità di vita con la malattia”. 

Il progressivo miglioramento delle cure e trattamenti erogati nei centri diabetologici monitorati dagli Annali AMD emerge anche guardando i risultati del Q-score, l’indice che misura la qualità dell’assistenza. Infatti, più del 60% delle persone con diabete tipo 2 ha un Q-score >25 che corrisponde ad un adeguato livello di assistenza con benefici diretti sulla salute complessiva e sulla riduzione delle complicanze per i fattori di rischio. 

“Siamo davvero molto orgogliosi che il lavoro degli Annali abbia ricevuto il giusto riconoscimento con la pubblicazione su ‘Diabetes Research & Clinical Practice’”, dichiara Graziano Di Cianni (nella foto), Presidente Nazionale dell’Associazione Medici Diabetologi. “Dal 2006 gli Annali AMD ci danno la possibilità di toccare con mano i risultati delle attività che quotidianamente svolgiamo sul territorio e anche di orientare le strategie terapeutiche grazie all’implementazione dei dati con l’Intelligenza Artificiale e il machine learning. Il lento, ma progressivo miglioramento dei parametri, l’incremento dell’utilizzo dei farmaci innovativi e la migliore qualità di vita sono elementi che ci rendono particolarmente soddisfatti. Allo stesso tempo – conclude Di Cianni – è necessario fare un ulteriore sforzo per migliorare l’aderenza alle terapie e ridurre ancora di più il rischio cardiovascolare, che rappresenta la prima causa di morte nelle persone con diabete”.

 

 

 

Ti piace questo post?

Altre storie

Covid: la retinopatia aumenta il rischio di terapia intensiva

DIABETOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 25/11/2020 I pazienti diabetici con retinopatia, ricoverati per infezione da SARS-CoV-2, hanno un rischio di 5 volte maggiore di essere intubati Una complicanza del diabete molto diffusa, la retinopatia (che si caratterizza per danni retinici legati a problemi del microcircolo sanguigno locale), potrebbe rappresentare un ulteriore fattore...

iDiabete 2, l’infarto non è lo stesso per tutti i soggetti

CARDIOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 31/10/2022 Studio Gemelli-Cattolica: a fare la differenza è la presenza o meno di complicanze microvascolari Il percorso di malattia che porta ad un infarto, vero e proprio terremoto nella vita di una persona, non è lo stesso per tutti i soggetti con diabete di tipo 2....

Coronavirus: prognosi più grave per i pazienti con iperglicemia

ENDOCRINOLOGIA | REDAZIONE DOTTNET | 26/08/2020 Anche se non diabetici vanno trattati con cure mirate L’iperglicemia, a prescindere da una condizione di diabete conclamato, si associa a una prognosi più grave nei pazienti affetti da Covid-19. Lo rivela uno studio condotto all’Università di Pisa e dall’Azienda ospedaliero universitaria pisana pubblicato sulla rivista...

Categorie

Newsletter

Iscriviti alla newsletter.

Privacy: Acconsento al trattamento dei dati personali